CRI Guidonia-Montecelio


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Attività

Comitato locale di Guidonia Montecelio

Primo Soccorso e Trasporto Infermi




Il corso di reclutamento sviluppato negli anni ottanta e approvato con O.C. n°2821 il 25/05/1991 ha contribuito in modo determinante al miglioramento ed alla omogeneità della formazione dei Volontari del Soccorso su tutto il territorio nazionale, ed ha costituito un elemento cardine per la Componente.
L'impostazione omnicomprensiva, finalizzata a preparare il VdS al servizio di ambulanza lo ha reso peraltro impegnativo, selettivo ed oneroso, precludendo l'accesso alla Componente a persone motivate ma non orientate a svolgere servizio di emergenza sanitaria o fisicamente non idonee allo stesso.

Nonostante questa impostazione, negli ultimi anni il corso si è rivelato insufficiente non corrispondente alle esigenze formative che si sono venute a creare con lo sviluppo del sistema di emergenza sanitaria territoriale. Per questa ragione in diverse Regioni e Province Autonome erano nate esperienze formative locali volte a qualificare meglio il volontario soccorritore per ottenere l'accreditamento ai servizi di emergenza sanitaria.

Nel medesimo periodo agenzie formative di altri Enti italiani hanno sviluppato diverse esperienze didattiche inerenti le tecniche di soccorso, e, contemporaneamente in alcuni Stati europei sono state emanate norme stringenti sulla formazione del personale addetto ai servizi di emergenza sanitaria. In Italia nel corso del 2003 la conferenza Stato-Regioni ha emanato due documenti inerenti la formazione nel soccorso sanitario, il primo del 27 febbraio 2003 riferito specificamente alla formazione per la defibrillazione precoce (BLSD), il second0 il 22 maggio 2003 intitolato "Linee Guida su formazione, aggiornamento e addestramento permanente del personale operante nel sistema di emergenza/urgenza”. Nello stesso periodo sono state presentate alla Camera dei Deputati due proposte di legge in merito alla istituzione della figura professionale di Autista-Soccorritore.

Le Società Nazionali di Croce Rossa Europee in coordinamento con l'Organizzazione Mondiale della Sanità e l'Unione Europea hanno sviluppato, a partire dagli anni '90, raccomandandone l’adozione, un corso base di Primo Soccorso dedicato ai Paesi Europei con specifiche relative alle patologie di più frequente riscontro nell'area, denominato "Brevetto Europeo di Primo Soccorso", come analogamente fatto per altre aree geopolitiche. Nel 2000, lo stesso EWGFAE (gruppo di lavoro europeo sulla formazione al primo soccorso delle Società Nazionali di Croce Rossa) ha emanato precise direttive, sulla base dell'evidenza scientifica, delle raccomandazioni in merito alle dotazioni minime delle ambulanze ed alla diffusione della formazione alla defibrillazione precoce per il personale volontario. L'insieme di questi eventi esponeva la croce Rossa Italiana al rischio che venisse, da una parte esautorata dai servizi di trasporto infermi e di emergenza sanitaria a livello territoriale, dall'altra, che si ponesse al di fuori del modello formativo raccomandato dalla Croce Rossa a livello europeo.

L'esigenza di snellire ed aggiornare il processo formativo dei VdS che, ottemperando alle linee guida di Croce Rossa Europee, facilitasse l'accesso alla Componente, unitamente alla necessità di offrire ai VdS una formazione aggiornata ed idonea a corrispondere alle esigenze formative degli operatori e dei committenti per quanto concerne il Trasporto Infermi ed il Pronto Soccorso, e l'esigenza di garantire uno standard uniforme minimo di formazione, valido per tutto il territorio nazionale, ci ha portato a sviluppare un corso cosiddetto a "step", a moduli in sequenza, che parte dal Brevetto Europeo di primo soccorso e da moduli informativi-formativi sulla Croce Rossa, i suoi Principi, la sua storia, le attività.

Il processo di elaborazione dei moduli dei corsi sanitari ha tenuto conto anche delle osservazioni proposte dagli Ispettori Regionali in merito al nuovo progetto formativo, delle evidenze emerse dalle sperimentazioni autorizzate portate avanti in diverse sedi, delle indicazioni e delle proposte della Commissione istituita ad hoc dal Consiglio Nazionale VdS, dalla necessità di confrontarsi con personale professionale afferente al servizio di emergenza sanitaria 118.
Il nuovo progetto formativo si completa con i corsi per gli Istruttori e con un articolato regolamento operativo con lo scopo di facilitarne l'applicazione ed evitare problemi interpretativi della nuova proposta.

Al fine di non disperdere le professionalità che fino ad ora hanno garantito la formazione interna e consentire nel contempo l'operatività del settore Trasporto Infermi è stata proposta una normativa transitoria atta a regolamentare il periodo necessario a giungere a regime con la cascata formativa e di aggiornamento.

Diffusione del Diritto Internazionale Umanitario



Il Diritto Internazionale Umanitario (D.I.U.) rientra nel principio del diritto, complesso di norme (legislative, regolamentari, consuetudinarie) che condizionano in modo obbligatorio i rapporti sociali; trova la sua applicazione in relazione ai conflitti armati.


Fra i tanti processi innovativi che hanno segnato la seconda metà del XX secolo e dell’attuale, certamente il più importante per il futuro dell’umanità è quello costituito dall’internazionalizzazione dei diritti umani; cioè dal loro riconoscimento dettato da norme giuridiche e indicazioni internazionali ad opera di organismi superparte, deputati all’orientamento e al controllo del comportamento che gli Stati devono assumere riguardo alla materia. La Comunitá Internazionale dopo l?istituzione, il riconoscimento del D.I.U. e la dotazione di un primo nucleo di strumenti di tutela, ha riscontrato che la diffusione é il mezzo di garanzia piú efficace che a tale scopo gli educatori – insegnati, gli operatori di volontariato, i difensori civici e militari per il loro ruolo assumono connotazione di “Magistrato naturale dei diritti umani”. La sentenza di un tribunale avviene dopo la violazione dei diritti umani,la conoscenza mira a prevenire le violazioni.


La diffusione del Diritto Internazionale Umanitario motiva il soggetto ad acquisire la conoscenza della dignitá che immette allo status originario (dignitá ontica) del rispetto, in ogni circostanza e condizione, di se stesso e degli altri, indipendentemente da una qualsiasi distinzione di sesso, razza, religione, censo in relazione al disposto di cui all?art. 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell?Uomo del 1948: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignitá e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza” e da quanto per noi dettato dal principio fondamentale dell?Imparzialitá.In questa fase storica la conoscenza dei Popoli affronta, oggi, il conflitto armato in maniera deterministica, imponendo al combattente l?attuazione delle norme ascritte al Diritto Bellico (parte del Diritto Internazionale deputato a rendere la guerra meno disumana possibile) e affinché tale scopo sia raggiunto, sente sempre piú pregnante la necessitá di fornire al combattente lo strumento di formazione necessario alla perfetta conoscenza delle norme che deve rispettare e far rispettare. Un primo indirizzo attrattivo di quanto finora indicato é contenuto nell?art. 1 comune alle Convenzioni dell?Aja II/1899 e IV/1907 che dispongono agli Stati di assegnare alle proprie Forze Armate istruzioni conformi al Regolamento concernente la Legge e gli Usi della guerra terrestre. Fino alla vigilia della II guerra Mondiale peró, sul piano internazionale, a livello generale, é emerso che pochi Paesi conoscevano il contenuto di queste convenzioni e la loro diffusione si limitava alla sola normativa inerente i feriti, malati e prigionieri; con indirizzo preferenziale, se non esclusivo, ai soli militari di tenenza nazionale e di nessuna attenzione era oggetto la normativa che regolava i metodi e i mezzi di guerra.


Con la fine della II guerra mondiale il problema della diffusione del Diritto Internazionale Umanitario esplode in tutta la sua importanza in conseguenza dei comportamenti gravemente contrari ai principi di umanitá registrati durante il conflitto nonostante spesso si cercasse di mascherare con al giustificazione della “necessitá militare”.Oggi il Diritto Internazionale Umanitario in materia di diffusione detta: a) lo Stato ha l?obbligo di diffondere il contenuto di tale diritto il piú largamente possibile, in particolare di includere lo studio della materia nei programmi di istruzione militare e di incoraggiare lo studio da parte della popolazione civile; b) allo scopo di impedire infrazioni alle regole del Diritto bellico e alla repressione delle stesse, lo Stato deve imporre ai Comandanti militari, di tutti i livelli, di accertare che i militari posti sotto il loro comando, conoscano quanto a loro dovuto ai sensi delle norme stesse.Queste direttive sono dettate dalle quattro Convenzioni di Ginevra del 1949 ( I – 47; II – 48; III -127; IV – 144), dalla Convenzione dell?Aja sui Beni Culturali 1954 (art. 25) con particolare attenzione all?art. 7 che indica allo Stato “l?obbligo di introdurre fin dal tempo di pace, nei regolamenti di addestramento e di impegno, disposizioni atte ad assicurare l?osservanza delle norme per la protezione dei beni culturali e ad inculcare al personale militare uno spirito di rispetto verso tali beni”, dai Protocolli aggiuntivi del 1977 (I art. 83 – II art. 19) e dalla Convenzione di Ginevra del 1980 sulle armi classiche specifiche (art. 6).


Particolare attenzione va posta alle Risoluzioni che le Conferenze Internazionale di Croce Rossa e di Mezzaluna Rossa, nel corso degli anni, hanno assunto per sollecitare i Governi all?assolvimento dei compiti umanitari ai quali il Movimento di Croce Rossa ascrive le proprie finalitá secondo il “Programma d?azione della Croce Rossa nel campo della diffusione del D.I.U. e dei Principi e ideali del Movimento”.Appare, pertanto, evidente che la ragion d?essere del Diritto Internazionale Umanitario risiede nella sua applicazione e perché ció sia possibile si rende necessaria una continua, incisiva e capillare diffusione della conoscenza della materia a tutti i livelli sia di personale combattente sia di personale civile. La Societá Nazionale di Croce Rossa Italiana in ottemperanza ai dettami internazionali del diritto Umanitario, soccorre i feriti e i malati nelle guerre offrendo, da piú di un secolo, protezione e assistenza agli esseri umani, osservando in modo omnicomprensivo quanto dettato dai sette Principi Fondamentali e dal Diritto Internazionale Umanitario. La promozione dello studio e della diffusione dei principi sanciti dal Diritto Internazionale Umanitario, che sono alla base dell?idea stessa che contribu? al nascere della Croce Rossa, é da sempre attivitá dei Volontari del Soccorso della croce Rossa Italiana.


A tale scopo i Volontari del Soccorso si adoperano affinché, attraverso l?estrinsecazione dei valori universali, la trasmissione delle fonti dei Codici del Diritto Internazionale Umanitario e l?indicazione, in un contesto didattico e applicativo, dei ruoli attivi sia riconosciuto e accettato che i diritti umani sono bisogni esperibili sia sul piano materiale sia spirituale. Tutelare i diritti umani significa soddisfare le esigenze della vita.

PBLSD - Manovre di Disostruzione Pediatrica


PRESENTAZIONE A CURA DEL DR. MARCO SQUICCIARINIVOLONTARIO DEL SOCCORSO E COLLABORATORE TECNICO NAZIONALE AL PBLSD

Le Manovre di sostruzione Pediatriche, Rianimazione Cardiopolmonare e Defibrillazione precoce nella Croce Rossa Italiana

La cronaca sempre più spesso ci informa di tragedie consumate tra le mura domestiche che riguardano bambini che perdono la vita a causa di ostruzioni da corpo estraneo, cibo, palline di gomma giochi…La Croce Rossa Italiana che da sempre si occupa di formazione ha sentito l’esigenza, maggiormente in questo settore, di diffondere le linee guida sulla disostruzione pediatrica e sulle manovre accessorie di rianimazione cardiopolmonare pediatrica ad esse collegate, tra sanitari ( medici e infermieri ) e “laici” ( maestre,insegnanti,allenatori, baby sitter, genitori, bagnini etc etc…), che cambiano in tutto il mondo ogni 5 anni, e che nel mondo “laico” in pochi conoscono.Esiste comunque nel mondo del primo intervento Pediatrico un drammatico “vuoto formativo” della popolazione e questo fa diventare prioritario il nostro impegno.

Ogni anno in Italia il 27 % dei decessi accidentali – dati 2007 SIP Societa’ Italiana di Pediatria – è rappresentato da bambini che muoiono per soffocamento da “corpo estraneo”, ( palline di gomme, prosciutto crudo, insalata,caramelle gommose,giochi etc etc …).Il dato più sconcertante è che chi li assiste nei primi drammatici momenti di solito NON è “ formato “ ad eseguire le manovre corrette, generando conseguenze disastrose.

Il NON SAPERE genera errori: prendere per i piedi un bambino che è ostruito e che sta’ soffocando, o peggio ancora mettere le dita in bocca, sono le prime due cose che vengono fatte dal soccorritore occasionale non preparato…e che di solito cagionano la morte del bambino. Ma allora cosa fare ?Un semplice corso denominato PBLSD ( Pediatric Basic Life Support and early defibrillation ) insegna in poche ore a personale sanitario ( medici e infermieri ) o a “laico” ( maestre,insegnanti,allenatori, baby sitter, genitori, bagnini etc etc…) le prime importanti manovre salvavita.Il corso si articola in due sessioni: una teorica di due ore e una pratica di altre tre ore.

Per i sanitari tre ore in più circa. In questo modo, come per l’adulto, nel BLSD si esce preparati a contrastare non solo il non sapere ma a essere parte attiva nel soccorso e “fermare il tempo”.Il concetto fondamentale è che chi è preparato, con queste manovre riesce non solo a volte a rianimare o disostruire un bambino nell’immediato, ma “blocca” il deterioramento cerebrale in attesa dei soccorsi avanzati.

La componente del Volontari del Soccorso , preposta alla formazione, ha avviato per il tramite del suo rappresentante, membro fra l’altro della Task Force Nazionale CRI un progetto che porterà in breve tempo, a diffondere capillarmente queste preziose manovre, che nel mondo ogni anno, contribuiscono a salvare migliaia di vite di bambini.»
Corso sulle manovre di disostruzione in eta' pediatrica (presentazione - .ppt) “Per informazioni e chiarimenti su corsi di : Primo Soccorso Pediatrico, Manovre di Disostruzione Pediatriche , PBLSD ( ovvero rianimazione cardiopolmonare pediatrica e defibrillazione ) per Medici ,infermieri e per la popolazione ( genitori, baby sitter , maestre di asilo, di scuole elementari, assistenti all’infanzia etc etc ...) potete contattare il responsabile nazionale Dott. Marco Squicciarini ( marco.squicciarini@cri.it )

Attività Speciali


Gruppo Truccatori e Simulatori



Il senso e lo scopo della rappresentazione realistica di un incidente è di abituare tutti i soccorritori alla visione di particolari situazioni, evitando che in tali frangenti possano perdere la lucidità necessaria per affrontarle.I consigli, teorici e pratici, mirano a:
Far capire come possono verificarsi gli incidenti e quali pericoli possono verificarsi a carico dei soccorritori ed a carico dei feriti stessi;
Fercare di migliorare sempre più la qualità di intervento del soccorritore;
Fcquisire la giusta dimestichezza con attrezzature particolari.
Si ricorda che la creazione di una situazione di infortunio o incidente si può immaginare come un trittico che comprende:
La dinamica e scenografia dell'incidente;
La mimica dei partecipanti;
La rappresentazione, per mezzo del trucco, di traumi o ferite che tale circostanza ha provocato evidenziando così, realisticamente, tutta la situazione.

Attività e Servizio di Salvataggio in acqua




Operatore Polivalente di salvataggio in Acqua è la definizione dell'operatore della CRI impegnato nel settore. Viene definito "polivalente" in quanto è operatore di primo soccorso, operatore di salvataggio in acqua ed inoltre è ricco di possibilità di aree di impiego.Le attività di salvataggio in acqua della CRI sono svolte come specializzazione dei soci attivi CRi appartenenti alle componenti e da personale dipendente all'uopo formato, e vanno intese come integrative di tutte le altre attività già in atto preso le sedi CRI.Tutto il personale che aspira alla specializzazione OPSA deve essere autorizzato preventivamente dal proprio vertice di Componente. Le squadre di salvataggio in acqua della CRI sono organizzate in Nuclei funzionali che, a loro volta, sono suddivisi in sezioni. In linea generale le squadre si dividono in:
Nucleo Soccorso: che effettua attività di prevenzione e soccorso su spiagge e siti di balneazione ed in caso di grandi assembramenti di pubblico in prossimità di specchi d'acqua. Organizza sezioni sanitarie per l’imbarco su mezzi navali di altri Enti (es. Guardia Costiera).
Nucleo Sommozzatori: che provvede alle assistenze, in particolare sanitarie ma non solo, ed eventuali integrazioni degli analoghi nuclei di altri Enti. Organizza sezioni di salvataggio per assistenze a gare di motonautica e simili.
Nucleo Iperbarico : che garantisce il funzionamento dei Centri Iperbarici Mobili per eventi legati alle attività subacquee ed a patologie curabili con ossigenoterapia iperbarica (la CRI attualmente dispone di un impianto carrellabile).
Nucleo Didattico: che cura la formazione e l’addestramento del personale OPSA e l'azione didattica preventiva verso l’esterno dell'Ente.
Nucleo Logistico: che fornisce tutti i supporti necessari al funzionamento dei suddetti con materiali, mezzi e personale

Soccorsi con Mezzi e Tecniche Speciali




I Soccorsi con Tecniche Speciali della Croce Rossa Italiana, in effetti, esistono da sempre.
Quando un membro di una Componente Volontaristica della CRI si trova davanti ad un soccorso di nuova natura sa spesso ricorrere all'arte di arrangiarsi tipica della nostra mentalità italiana.
Ma questo può essere anche pericoloso perchè questa persona volenterosa può trovarsi di fronte a problematiche del soccorso dove non può avere spazio l'esperienza.
Mettiamo in evidenza alcuni scenari possibili, forse qualcuno di questi li avete letti sui giornali: strade interrotte e impraticabilità del terreno, ricerche a largo raggio di persone disperse, persone intrappolate in sacche d'aria nelle cavità del terreno poi inondate da qualche temporale oppure portare il primo soccorso in aree contaminate da qualche sostanza chimica o da scorie radioattive.
Certo sarebbe utile avere nella propria unità di soccorso qualche persona esperta di speleo-sub, qualificata per operare in ambienti contaminati oppure piloti ed elisoccorritori per individuare e raggiungere in breve tempo dispersi.
I Soccorsi con Tecniche Speciali e con Aeromobili nascono per questo: per creare un database contenente i dati sul personale specializzato che già abbiamo e per organizzare corsi di qualificazione e informativi per gli altri operatori dell'emergenza. Il fine ultimo è, come sempre, quello di fornire materiali e mezzi ma soprattutto personale qualificato alle unità sprovviste.


Le Unità Cinofile



Da sempre il cane è il simbolo della fedeltà e della collaborazione fra uomo e mondo animale.

L'acuta intelligenza, l'adattabilità a tutti gli ambienti ha, da sempre, fatto di questo splendido animale il migliore amico dell'uomo.
Il cane ripaga la nostra amicizia con un affetto senza limiti e con una partecipazione attiva nella nostra vita che ce lo fa sentire più vicino.
Sorveglia le nostre case, ci fa semplicemente compagnia oppure può essere impiegato per lavori della più varia natura.
Molte razze canine sono diventate specializzate in diversi campi: cani da pastore, cani da guardia, cani da difesa, cani da caccia, cani da compagnia.
Ma non finisce qui, ci sono cani che, con appropriati corsi di specializzazione, possono diventare ottimi cani da salvataggio.
Abbiamo così cani per la conduzione di non vedenti, cani da salvataggio in mare, cani da valanga, cani per la ricerca e per l'individuazione di persone.
Sempre più spesso si vedono immagini in TV di cani specializzati nella ricerca di persone ancora vive sopravvissute ad un terremoto o ad un crollo.Sono preziosi, precisi, insostituibili.
Il loro posto può essere preso esclusivamente da sofisticati e costosi macchinari tecnologici. Sfruttiamo la loro maggiore sensibilità in cambio dell'amore e del rispetto che riusciamo ad offrire loro.
Non chiedono molto ma sono disposti a rischiare la loro vita per salvarci, meritano molto più di quanto riusciamo ad offrire loro.
Questa parte del sito della CRI è dedicata a loro e ai loro operatori.

I Soccorsi sulle Piste da Sci




Grazie alle iniziative congiunte delle Regioni C.R.I. Valle d'Aosta ed Abruzzo e del S.A.S., è nato questo nuovo settore nazionale di attività dei soccorsi speciali della Croce Rossa Italiana diretto erede delle attività di soccorso su pista che da molti anni veniva svolto in autonomia da alcune Unità C.R.I.
È stato approvato il Regolamento Nazionale ed è stato svolto il primo corso Istruttori, a Courmayeur, che ha brevettato 40 istruttori provenienti da 14 regioni d'Italia.Tale attività vede impegnate nell'espletamento di convenzioni con enti locali ed aziende di gestione di impianti di risalita diverse Unità C.R.I.




LaCRInBici" è un servizio innovativo che prevede la presenza di operatori della Croce Rossa Italiana con biciclette attrezzate per il primo soccorso presenti in via di sperimentazione su Roma in tutta l’area del centro storico e Villa Borghese durante il periodo estivo.

Il Servizio - aperto a tutte le componenti di Croce Rossa - verrà effettuato con biciclette mountain bike idoneamente attrezzate, nelle aree pedonali con maggiore afflusso di cittadini e in alcuni parchi del comune di Roma. Le squadre in bicicletta presteranno il primo soccorso ai cittadini e turisti colti da malore.

Gli operatori della Croce Rossa saranno infatti in servizio in aree e nei periodi con maggiore afflusso di cittadini e turisti con l'obiettivo di dare l'assistenza in casi di necessità. Lo scopo delle squadre è quello di stabilire un contatto diretto qualificato con l'infortunato e, dove serve, allertare gli altri organi competenti per la buona riuscita del soccorso, così da avere un triage più veritiero e di conseguenza collaborare alla eventuale urgenza dei soccorsi.

LE SQUADRE E I LORO PRESIDI

Le squadre di soccorso composte da due unità, opereranno a bordo di bicilette idoneamente attrezzate, con borsoni laterali e tutto l'occorrente per un primo soccorso qualificato, e collegate con la sala operativa.

Le aree pedonali e i parchi presi in considerazione sono:

Villa Borghese
Lungo tutto Viale delle Belle Arti, Villa Borghese (in Piazza Thorwaldsen e presso il Bioparco), lungo Viale Rossini, Piazza Ungheria, Viale Gabriele D'Annunzio, Terrazza del Pincio, Piazza di Siena, Largo San Paolo del Brasile.

Area Pedonale Tridente di Via del Corso
Piazza del Popolo, via del Corso, Via di Ripetta, via del Babuino, Piazza di Spagna, Piazza Colonna, Largo Chigi, Campo Marzio, Piazza S. Silvestro, Piazza Augusto Imperatore, Via Tomacelli, Largo Goldoni e strade limitrofe.

Ostia Lido
E' in fase di pianificazione l'estensione del servizio anche nel territorio del litorale romano nei mesi di luglio ed agosto.

Responsabile del Servizio:
Alessandro Serranò.







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